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Milano

Agosto 7, 2018

Master in Visual Arts for the Digital Age: racconto di un’installazione

Take me to the places you know best è la mostra collettiva organizzata nella sede Thedynaplex Milano che ha visto esposti i lavori degli studenti del Master in Visual Arts for the Digital Age a pochi mesi dall’inizio del loro percorso di studi.

La mostra è stata curata da Kamilia Kard, artista e curatrice, che all’interno del Master è leader advisor di progetto, figura di riferimento per gli studenti con la responsabilità di fornire loro tutti gli strumenti per trasformare un’idea in un progetto concreto.

E così gli studenti hanno messo in scena un percorso di 8 installazioni, utilizzando le più nuove tecnologie e le forme di comunicazione attuali, 8 racconti privati che, indagando tra ricordi e luoghi cari agli autori, hanno condotto tutti alla stessa meta: il recupero delle proprie origini, in una sospensione tra memoria, ricerca delle proprie radici, tradizioni culturali e immaginazione.

In questa intervista, alcuni studenti del Master ci raccontano come sono nate le loro installazioni e a cosa sono ispirate: dal fenomeno del tarantismo al terremoto di Amatrice, dalla filosofia della cultura Tao alla ricerca di quanto la libertà di espressione sia meno soggetta a censura rispetto a un tempo.

L’obiettivo di questa prima progettazione è stato quello di sollecitare l’operatività individuale e lo sviluppo di progetti personali e accompagnare gli studenti verso la costruzione consapevole di una propria identità online e verso il confronto diretto con l’audience.

GIORGIA RISSO | Io sono Madeleine – esperienze vissute (2018)
Giorgia Risso con l’installazione e la performance Io sono Madeleine – esperienze vissute (2018), ricostruisce la storia della bisnonna ricomponendo i pochi ricordi infantili che le rimangono con alcune tracce della vita della donna ritrovate di recente: una serie di vecchie fotografie, i diari delle dediche della sua gioventù, alcuni oggetti a lei cari.

DONATO TRANQUILLINO MINERVA | Lycosa tarantula (2018)
Folclore e rituali i temi toccati da Donato Tranquillino Minerva con il suo lavoro Lycosa tarantula (2018). L’artista di origini pugliesi ci descrive con un’installazione immersiva il fenomeno del tarantismo: una specie di malessere indotto dal morso di un ragno che, secondo le credenze popolari, colpiva principalmente le donne. Lo spettatore è invitato a stendersi su un lenzuolo e a indossare il visore VR diventando lui stesso il performer che muovendosi per vedere il video a 360° riveste i panni della tarantata.

MARTA VALPIANA | Kalo (2018)
Natura, memoria e legami personali caratterizzano la ricerca di Marta Valpiana. Nel suo lavoro Kalo (2018) l’artista disegna sulle foglie della omonima palma la storia di una leggenda popolare thaitiana da cui, secondo il culto popolare del luogo, deriverebbe l’origine dell’uomo.

ZIZHUO ZHANG | How to use the Taoism Philosophy in our life (2018)
Da Thaiti alla Cina, il lavoro How to use the Taoism Philosophy in our life (2018) di Zizhuo Zhang ci spiega, con un tutorial video diviso su 4 schermi, come comprendere meglio la filosofia della cultura Tao.

FLAZIA AZZI | Quattro asterisco (2018)
Flavia Azzi con il progetto online e azione-intervento urbano Quattro asterisco (2018) riscrive l’ultima parte del poema di Allen Ginsberg (1927 -1997), L’Urlo (1955-1956) – manifesto della beat generation – trasformando le parti di testo che una volta sarebbero state censurate per oscenità in campi bianchi compilabili. L’operazione partecipativa condotta da Flavia tra marzo e maggio 2018 a Milano ha portato all’affissione abusiva di 70 manifesti, trascrizioni del poema, liberi di essere compilati da chiunque ne avesse voglia dando ‘penna’ a nuove versioni del poema e a nuove voci di libera espressione. Con questo lavoro, la Azzi si domanda e domanda a tutti noi se a più di 60 anni di distanza della prima lettura del poema di Ginsberg (1955) la libertà di espressione sia meno soggetta a censura rispetto a un tempo, considerando le nuove forme di comunicazione e circolazione della notizia.

BEATRICE COLOMBO | Libertà in movimento (kandy’s free) (2018)
L’infinito e la libertà del quadro Bleu de ciel (1940), dipinto a Parigi da Kandinsky dove fu costretto a trasferirsi per sfuggire al nazismo, vengono reinterpretati da Beatrice Colombo nel suo lavoro Libertà in movimento (kandy’s free) (2018). Nell’opera di Beatrice i micro-organismi dipinti da Kandinsky prendono vita muovendosi e fluttuando in uno spazio che va oltre i confini della tela. Il lavoro di Beatrice abbina la modellazione 3D e il video-mapping alla tradizionale pittura a olio creando un piacevole connubio tra presente e passato, tra tradizione artistica e nuove tecnologie.

ATTILIO BOVI | Quickly Escape (2018)
Attilio Bovi con il visual-essay Quickly Escape (2018) ci descrive il suo percorso spirituale e psicologico alla ricerca dell’armonia e della conoscenza di se stesso. Tale cammino per Attilio si compone di tre parti: Lo Stazzo – il caos e la carne; l’ascesa – armonia celeste; e il Fluire – riflettersi negli altri.

GIORGIO BERTINELLI | Unveiling Displacement (2018)
Diviso in tre parti è anche il lavoro di Giorgio Bertinelli dal titolo Unveiling Displacement (2018). La live performance audiovisiva di Giorgio ci porta ad Amatrice, sua terra di origine. Affrontando il tema della frattura e del terremoto, Giorgio compone una musica originale divisa in tre atti, i quali prendono il nome dalle tre fasi di shock provocate da un terremoto: Foreshock, Mainshock e Aftershock. L’artista manipola i dati sismici – magnitudo – del terremoto avvenuto nell’agosto 2016 per la generazione dell’audio e del video.

Nei prossimi mesi gli studenti saranno coinvolti in nuove esperienze che fanno del Master in Visual Arts for the Digital Age un vero e proprio laboratorio in cui profili artistici, profili tecnici specializzati nella produzione di contenuti video, foto e audio e profili umanistici si incontrano e danno vita al mix di competenze ideale per la progettazione, creazione e comunicazione di un evento nei settori delle arti performative, dell’exhibition design e dell’edutainment.

Per richiedere informazioni sul programma, la faculty e le modalità di ammissione, clicca qui.

 

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