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Gennaio 23, 2018

Fashion Film | Desiderio e Comunicazione

Il cinema, archivio “in movimento” della moda, ci regala da sempre icone capaci di contaminare la società e il nostro modo di comportarci. Attrici e costumisti con il loro sodalizio hanno fatto innamorare generazioni. Icone di stile hanno ispirato collezioni e designer: Marlene Dietrich o Edit Head, l’abito verde di Jaqueline Durran in Espiazione o Gilda sono alcuni esempi di un lungo viaggio nel colore, nel materiale e nelle forme.

Si deve partire dal 1912 e dal rapporto tra Sarah Bernhardt e Paul Poiret l’inizio della simbiosi e dal 1948 il riconoscimento del lavoro del costumista con un premio Oscar. Ma è interessante oggi analizzare come sia diventato espressione di comunicazione della Moda stessa.
Nell’Ottocento gli editoriali raccontavano alle donne cosa la moda proponeva e come seguirla. Successivamente l’arrivo dei grandi fotografi ha portato i magazines a diventare vere e proprie “bibbie del consumismo”. Oggi la pubblicità tradizionale ha perso di importanza e sono nati nuovi generi come il Fashion Film. Nick Knight nel 2000 ne è stato il padre.
Questa espressione visiva ha ormai contaminato tutti, non ha regole precise e spesso non è solo l’esaltazione di un brand ma un racconto di particolari stili di vita. Non si parla più di avere un prodotto di Gucci ma di appartenere al suo mondo.

Non mi soffermerò sulla oggettiva perdita della scrittura (2012 copertina del Bild) a favore dell’immagine – che ci sta portando appunto verso una nuova era – ma voglio invece evidenziare come il consumatore sia cambiato repentinamente e di come le sue scelte passino attraverso la volontà di fare un’esperienza.
Ecco! Il FF educa alla conoscenza dell’essenza del brand: non è più importante la collezione in se ma un universo di emozioni, suoni, comportamenti a cui si tende, si vuole appartenere. La ricerca della bellezza. La costruzione di un lusso soggettivo. La costruzione di un concept. Il marchio sparisce (Castello Cavalcanti di Wes Anderson) a favore di parole chiave che raccontano l’azienda per sintesi e per desideri. Forse la parola più interessante è proprio desiderio. Di esserci, di emulazione.

Le conseguenze? Un proliferare incredibile di Festival sul tema. Due segnalazioni. A Therapy, probabilmente uno dei più interessanti fashion film mai realizzati con una perfetta alchimia tra Roman Polanski, Ben Kingsley, Helena Bonham Carter e Prada. , blog di Diane Pernet. Talent scout, video maker e pioniera nel mondo digitale.

Buona visione.

 

>> Articolo a cura di Giovanni Ottonello, Art Director per Istituto Europeo di Design

www.maxformer.com

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